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In questa nuova puntata di Poesia Domani continua la presentazione, iniziata mercoledì scorso, di altri due amici che prenderanno parte al Multireading di stasera al Caffellatte di Firenze, in via Alfani 39. Stiamo parlando di Marco Simonelli e Novella Torre.
Il primo ha appena pubblicato il suo ultimo libro dal titolo Il pianto dell’aragosta, uscito per Edizioni d’If, e con quest’opera conferma lo scavo agrodolce nella quotidianità, nei gesti umoristicotragici di ogni giorno vissuto con toni da operetta languida (o “tranqui”, come dicesi in slang) e tuttavia crudelmente capace di capovolgere la pelle del rapporto tu/io di cui l’opera si nutre. L’equilibrio stilistico e la maestria di costruzione del verso ammiccando ai modelli classici impreziosiscono e restituiscono lo spessore poetico del testo.

ASDRUBALE

Avresti fritto pure una ciabatta:
sarebbe stata asciutta
croccante calda e friabile
come i tuoi fiori di zucca.

Le tue mani significano cibo
le osservo attentamente quando posso
sono piccole, vecchie, farcite dalle rughe
mentre mescolano il manzo macinato
con l’aglio col formaggio e il pangrattato
e aggiungono un ciuffo di prezzemolo tritato.

Asdrubale passava al pianerottolo
gatto vecchio, lentissimo ed obeso:
un occhio cavo perso in una lotta
e un tumore in vista alla mascella.
Non sempre ci riusciva, quella bestia
a scendere le scale e farla nel cortile.

Un giorno lo trovarono nel prato
sembrava addormentato, poverino
aveva terminato l’agonia tutto da solo
non voleva lo sentissero nel rantolo;
la morte per i gatti è un fatto personale
se ne voleva andare senza disturbare.

Gli preparasti apposta una polpetta
friggendola con spugna naturale.
Lui ti leccò le dita, forse a ringraziarti
di quel boccone buono, offerta dell’addio.
Faresti lo stesso con me
se al suo posto ci fossi io.

Last but not least, quindi ultima ma soltanto per motivi alfabetici, Novella Torre, altra voce cristallina della poesia italiana, forse troppo appartata ma proprio per questo intensa nei suoi motivi espressivi. Tra i tanti riconoscimenti ci piace ricordare la vittoria nel 2008 del XI edizione del Premio Poesia di Strada, ma anche, ad esempio, il premio Opera Prima nel 2007 con il libro La preda, pubblicato da Lietocolle. Scrivono di lei Elisa Biagini e Fabio Zinelli: «L’attenzione per la messa a fuoco del soggetto che scrive è la “forma” delle poesie. Il soggetto è marcatamente sessuato (per esempio nel dialogo continuo con l’altro di coppia) e socialmente caratterizzato, per quanto nei termini quanto mai incerti della condizione di insegnante […]. Stabilita l’identità di chi parla, con franchezza il soggetto è calato nel volume di un poesia/strofe che nell’energia del pattern ritmico vuole definire uno ‘spazio metrico’, alla ricerca di un abitabile poem of my own».

da IL FARE E IL DIRE

I.

e ti giuro che non era come fare
o dire che mancavo, era
che tutti sapevano, tutti e solo io
da loro: dal lato sbagliato, come
nei quattro cantoni a cui in fondo
anche se io volevo non si è mai
giocato

sapessi come io sono poco
fuori dai denti, e molto più spesso
su montagne forti di cime e
di vergogne, quanto molto più spesso
stretta in gangheri che saranno
presto ruggine: forse domani

più piedi nel verso nei polmoni
liberi da anni di ripetere, ovviare
in questo modo agli altrui silenzi
di piedi che hanno allontanato
i padri i santi coloro che amavano
me in quanto carne, voce, orecchio
umano unico
da cui separarsi con un grido
bagnandosi le mani, le cavità
dove abiteranno
dove i piedi calpesteranno
quel che rimane dentro polvere tossita
che dilata fino a far parlare

Marco Simonelli - Novella Torre

Marco Simonelli – Novella Torre

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