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La puntata di questa settimana di Poesia Domani non cede neanche all’immobilizzazione di un braccio ingessato ed imperterrita vi vuole dare il buongiorno con un testo poetico che sia un saluto ad un personaggio importante per l’arte fotografica e per la cultura marchigiana. Con questa poesia di Samuel Beckett vogliamo dire addio a Mario Dondero, adottato dalla nostra regione dove egli aveva stabilito campo base a cui tornare dopo i molteplici vagabondaggi di tutta una vita. Grande poeta della macchina fotografica, attento narratore per immagini delle vite di moltissimi scrittori che hanno segnato il Novecento:

 DORTMUNDER

Nel fantastico omerico imbrunire
oltre la rossa guglia del santuario
io nullo lei maestoso rottame
ci affrettiamo verso la lanterna viola la fievole musica K’in della maitresse.
Mi sta dinanzi erta nel chiosco illuminato
sorreggendo schegge di giada
signacolo sfregiato di segreta purezza
gli occhi gli occhi neri fin tanto che il plagale oriente
risolverà la prolungata frase della notte.
Allora si richiuse come un rotolo,
e la gloria s’ampliò del suo dissolvimento
in me, Abacucco, sterco di tutti i peccatori.
Schopenhauer è morto, la maitresse
mette via il suo liuto.

Samuel Beckett - Mario Dondero

Samuel Beckett – Mario Dondero

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