La nostra rubrica settimanale, negli ultimi tempi, si è sempre occupata di segnalazioni di eventi collegati al mondo della poesia, ma Poesia Domani nasce anche come luogo di discussione e di confronto con chi, la poesia, quotidianamente la frequenta, la vive, la scrive.
Oggi torniamo quindi a questa primaria attività, parlandovi di Abbiamo identiche mani, significativa piccola plaquette pubblicata da Ladolfi Editore lo scorso anno e composta da un autore solitamente appartato ma di grandissimo valore come Massimiliano Bossini.
Appartenente alla generazione di poeti quarantenni che si sta affermando nel panorama italiano odierno, ha un’altra pubblicazione alle spalle, Forcipe, del 2008, e ci ha mostrato negli anni l’evoluzione della sua scrittura in direzione di una matericità che spesso spiazza, nella convinzione che la parola poiesis abbia un’accezione di fatica e lavoro, una necessità di sporcarsi le mani (protagoniste della sua ultima silloge fin dal titolo) alla ricerca di un contatto, di una voce sorella per uscire dalla palude di silenzio che ci avvolge. Nei corpi e nel corpo è ricercato un significato, in un dettato e in un’azione simbolica che nella loro scarna precisione ci portano per mano al di là della barriera, per riempirci della grazia (o illusione gratificante) di incontrare l’altrui esistenza.

poche storie
o tutto su o tutto giù
decretavano le nonne
e che siano negroni o daiquiri
angeli azzurri in detersivo
il dramma dei soldati bambino
e il dramma della calvizie
nel fulgore orizzontale
parole scure come digiuno e ileo
bulbo duodenale
non erano niente
erano tutte storie

che qui ci vuole
la limonata calda

* * * *

io cedo a te l’intero passato
in un’unica parola –

sono qui per un dire ulteriore

a mani nude

per ingannarci

Massimiliano Bossini - Abbiamo identiche mani

Massimiliano Bossini – Abbiamo identiche mani

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