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Mentre ci avviciniamo a grandi passi al “centenario” della nostra rubrica, Poesia Domani, nella puntata odierna, vuole rendere onore alla coscienza libera e al sostegno dei diritti degli esseri umani, festeggiando le due ricorrenze tra cui si trova a cavallo quest’anno, da una parte il settantunesimo anniversario della Liberazione, dall’altra la Festa dei Lavoratori.
Vogliamo perciò dedicare a tutte le amiche e gli amici, lettrici e lettori, un testo significativo di Franco Fortini, che prese parte attiva alla resistenza nelle fila dei difensori della Repubblica Partigiana dell’Ossola e che poté osservare e condividere da dentro idee, speranze e prospettive di un’epoca di rivalsa e di desiderio di eliminazione di ogni imposizione dittatoriale:

CANTO DEGLI ULTIMI PARTIGIANI

Sulla spalletta del ponte
Le teste degli impiccati
Nell’acqua della fonte
La bava degli impiccati.

Sul lastrico del mercato
Le unghie dei fucilati
Sull’erba secca del prato
I denti dei fucilati.

Mordere l’aria mordere i sassi
La nostra carne non è più d’uomini
Mordere l’aria mordere i sassi
Il nostro cuore non è più d’uomini.

Ma noi s’è letta negli occhi dei morti
E sulla terra faremo libertà
Ma l’hanno stretta i pugni dei morti
La giustizia che si farà.

Partigiani

Partigiani

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