Normalmente la nostra rubrica Poesia Domani cerca di darvi indicazioni e spunti per addentrarvi nella poesia contemporanea in atto, ma oggi faremo uno strappo alla regola, a causa di quanto di tragico ed insensato è successo nel passato finesettimana in Florida. Perciò, nel nostro piccolo, vi informiamo anche sugli incontri in giro per l’Italia in cui si parli di integrazione e rispetto per la diversità.
Prendiamo appunto il via dalla nostra Macerata dove, domani, giovedì 16 giugno, alle ore 17, la storica Bottega del Libro ospita un incontro organizzato dal locale Osservatorio di Genere dal titolo Genere, ‘razza’ e sessualità: le donne afroamericane tra invisibilità e ipervisibilità, in cui la poeta Renata Morresi e la professoressa Tatiana Petrovich Njegosh dell’Università di Macerata s’inoltreranno nella questione dell’alterità partendo da Sojourner Truth, ex schiava, predicatrice, e personalità di spicco del movimento emancipazionista e abolizionista USA, arrivando fino alla pop star come Beyoncé. Le due studiose affronteranno le strategie di rappresentazione di sé e del proprio corpo adottate dalle donne afroamericane in risposta a immagini stereotipiche e alla doppia oppressione del sessismo e del razzismo contemporanei. Sarà questo un percorso attraverso le molte esclusioni e le modalità di sopravvivenza e affermazione di sé messe in atto dalle donne nere americane. Durante l’evento verrà anche presetata la campagna di raccolta fondi per la campagna #leviedelledonnemarchigiane punto.
Sabato invece, a partire dalle ore 18, il Parco di Villa Baschiera a Tallon, in provincia di Perdenone, apre le porte ad un importante incontro tra poeti provenienti da ogni parte d’Italia, Poeti a Baschiera infatti il nome della manifestazione, che per due giorni vedrà protagonisti diversi nomi emergenti della poesia nazionale collegati all’elogiabile attività editoriale e formativa svolta dalla Samuele Editore, con reading organizzati e spazi a microfono aperto per chiunque volesse condividere la propria esperienza di scrittore.
Infine vi ricordiamo che ad Ancona, domenica 19 giugno, si inaugura l’undicesima edizione del festival La Punta della Lingua, storica rassegna curata dall’associazione Nie Wiem che, per questa prima giornata, porta nel capoluogo marchigiano, in collaborazione con Fai Marche e Hotel Excelsior La Fonte, uno dei maggiori poeti in lingua inglese, Tony Harrison, per un reading che si svolgerà alle 18:45 alla Chiesa di Santa Maria di Portonovo. Quella del poeta di Leeds è da quasi 50 anni una delle esperienze poetiche più rilevanti al mondo, caratterizzata, fin dalle sue origini, dalla capacità di far convivere forme rigidamente classiche con liquidi e ribollenti contenuti sociali e di attualità politica. Fautore di una poesia militante in grado di sporcarsi le mani con il presente, intervenendo con editoriali in versi sulla prima pagina del quotidiano britannico «The Guardian», come corrispondente dal fronte (Iraq, Bosnia), Harrison è capace anche di ironia, di amaro sarcasmo e di rime, spesso ardite, che fanno cozzare l’aulico con il quotidiano e la cultura pop con la tradizione. Ad affiancarlo il regista, attore e traduttore Giovanni Greco.

LE LUCI CHIARE DI SARAJEVO

Dopo le ore che gli abitanti di Sarajevo passano
in coda con taniche di benzina vuote
per fare il pieno e spingerle a casa su passeggini,
o in fila per pochi preziosi grammi
di pane, la loro razione quotidiana,
scantonando per evitare i cecchini,
o faticando su per undici piani
con l’acqua, diresti che le notti
di Sarajevo dovrebbero essere vuote
di gente a passeggio per le strade bombardate,
ma stanotte a Sarajevo non è così:

i ragazzi passeggiano senza fretta,
sagome nere impossibili da definire,
maomattane, serbe o croate in tanto buio:
sulla strada senza luci non si distingue più
chi chiama il pane hjleb, o hleb o kruh.
Tutti prendono l’aria serale con passo tranquillo,
non hanno torce, ma non per questo collidono
a meno che non vogliano tentare un approccio
quando l’ombra scura di una ragazza li attira.

Poi il radar tenero dei toni di voce
rivela con i suoi segnali se le è gradita la corte.
Poi un fiammifero o accendino per la sigaretta
e il ragazzo legge negli occhi di lei cosa lo aspetta.

Una coppia qui accanto a certo superato
il test del tono di voce e del fiammifero
e credo che lui stia per prenderle la mano
e portarla via dal posto dove stiamo,
proprio su due crateri, dove, nel 1922,
i mortai serbi mieterono la fila per il pane
e le croste sanguinanti rimasero
sull’asfalto con i cadaveri smembrati.
E ai loro piedi i crateri delle granate
che fecerono strage sono pieni d’acqua
per la pioggia che è caduta tutto il giorno
anche se ora le nuvole si son tolte d’attorno,
lasciando sopra Sarajevo un firmamento
che pare fatto apposta per un bombardamento.
Nelle pozze dei crateri il ragazzo vede
i pezzetti e le schegge delle Pleiadi,
riflesse nei profondi buchi neri della morte
lasciati nell’asfalto dalle granate serbe.
La sagoma scura del giovane accompagna l’amica
a dividere un singolo caffè in una bottega,
fino al coprifuoco e lui le tiene la mano
dietro ai sacchi di sabbia già usati per il grano.

Tony Harrison

Tony Harrison

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