In una settimana di relativa vacanza, Poesia Domani sceglie, invece delle segnalazioni di eventi, di proporvi un invito alla lettura di una delle migliori voci poetiche marchigiane, Dorinda Di Prossimo, che quest’anno ha dato alle stampe “La notte la casa l’assenza” per i tipi di Edizioni Forme Libere. Il libro testimonia le doti straordinarie di un’autrice dal forte accento ironico, sornionamente acuta nella descrizione dell’esistenza minuta, propria ed altrui, coinvolgendo personaggi casalinghi (il padre, la presenza della madre, le zie) e del vicinato che sconfina nei nostri spazi personali lasciandoci ad osservare empaticamente il proprio lento, salsedineo disfacimento contro cui si erge la resistenza delle esili edificazioni di speranze e sogni. Il tono è sempre apparentemente leggero, da filastrocca, ma con una tramatura serrata e chirurgica nei richiami e nelle sonorità, con una potenza di evocazione dall’oggetto al suo correlativo fuori dal comune che spesso rischia di sfuggire al primo passaggio e che merita sempre una rilettura, un riassaporare continuo, un andirivieni che somiglia al ciabattio nelle stanze della quotidianità che la poesia di Di Prossimo ci racconta.

Certe volte, a volte, mi s’impiglia addosso
l’orlo del vicino, la fame della sua
tasca scucita, la mossa sbieca che fa sul
marciapiede, per vendermi fiori, un teatrino
di braccialetti sui cartoni. Mi s’impiglia
addosso il nome che invento dei suoi…
occhi bruni, d’una madre che gli affolla
i capelli, d’un padre che abbevera cammelli.
E mi respiro lo stagionato dolore. Il
torbido d’un pane mal diviso. Dell’acqua
che spreco per assolvermi il viso.

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