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Quest’oggi Poesia Domani vi saluta per l’estate e vi dà appuntamento a settembre, ma non vi lascia soli, ricordandovi che la stagione propizia per le letture d’ombrellone non prevede solo menù di bestseller o letture innocue e spesso insipide. Noi, da parte nostra, vi consigliamo un libro di un’autrice di notevole spessore come Anna Maria Carpi, milanese, insegnante nell’Università della città ambrosiana, figura di rilievo e rispettata della poesia italiana contemporanea. Il libro si intitola “E io che intanto parlo” ed è uscito l’anno scorso per la prestigiosa collana in versi Le Ali di Marcos y Marcos. Il volume, corredato da una preziosa prefazione di Fabio Pusterla, raccoglie una selezione di testi composti tra il 1990 ed il 2015 e raffigura l’immagine di una ricerca, di un desiderio di conoscenza, di approfondimento, di avvicinamento al mondo, in un movimento continuo, nomade di un nomadismo mai pago di nessuna meta e tutto teso al suo nervoso movimento di scoperte e ripartenze, delusioni e nuovi slanci. Questa instabilità, questa precarietà attiva e curiosa si riverbera nei testi che sembrano costantemente essere in movimento attraverso il ritmo e la sintassi: ritmo e sintassi piani, comprensibili, persino tradizionali (come il ricorso alle misure canoniche, alle rime), argini necessari e voluti per indirizzare il flusso del desiderio che percorre le sillabe, trasformando ogni singola parola in accampamento provvisorio, in ‘parola-tenda’.

E’ da un suono remoto
dalla casa, dalla stanza in fondo,
o è un mio tremito interno
o è quel giovane alianto
che s’agita là fuori, all’imbocco del parco,
il selvatico che alligna dappertutto
senza riguardi.

Di dove viene che non la vedo,
questa speranza
io non so in che cosa,
questa gioia improvvisa
fuori del cuore,
quest’aliena che canta
la sua infinita ragione d’esistere?

Anna Maria Carpi - E io che intanto parlo

Anna Maria Carpi – E io che intanto parlo

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