stanotte ho fatto collezione: un mento speranzoso dietro una nuca troppo a lungo votata al diniego; una testa che si lascia arcuare dalla corrente della musica; una pupilla distante un anno o quasi dall’altra; capelli che ostruiscono la visuale troppo dal basso; un puntiglioso ballo di gruppo su Le stagioni dell’amore di Battiato; una schiena a terra in posizione di pensiero e la voce che segue il ritmo orizzontale dell’oscurità; piedi calzati da scarpe leggere indotte al salto sulla grancassa; un collo raffreddato dal vento dell’una e dieci; uno stanco ma fiducioso saluto tra quarantenni; un abbraccio aderente sotto le lenzuola mosse di risa e speranze sottintese
sì, stanotte ho fatto collezione

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