la scatola che ci contiene cambia di continuo, stavolta però troppo velocemente, con un brivido drastico, questo sembra dire la perla di pianto che si sbilancia dagli occhi quando l’uomo parla senza più contenere
stavolta troppo velocemente, sgretolando la pietà della monotonia, cosicché ogni oggetto che fa fondamenta al passato si rovescia in assenza e risulta nostalgia, contatto non più esigibile, un ricordo inaffidabile poiché non qui ma là sotto, tra calce e mattoni, dentro un’aorta centrata ed esplosa, tra la fame delle ruspe del nuovo subito e l’amaro che macera la bocca del mai più così
almeno avanza della forza per guidare fuori dall’oscurità, per forza, per resistenza, per non scagliare le legioni di bestemmie che marciano nella mente, e scordarsi di sopravvivere, vivere, punto

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