anche oggi sveglia nell’usuale vita disorganica, ammucchiata, senza progetti precisi, in divergenza sistematicamente disorientante, con le palpebre scattate prima del dovuto e di sicuro pesanti al momento meno opportuno, fuori dal binario della controllabilità a cui potersi abbandonare quando la stazione allunga la distanza e del bagaglio si è perso lo scontrino
niente di grave, l’abitudine sopprime lo sgomento rinnovato, è solo un’altra lezione autoinferta che spiuma ogni volo sognato in un atterraggio di fortuna, ci si potesse però almeno non dico tanto ma tuttavia e invece no, e quindi la trama del tragitto inalterata ci ondeggia, spietata la bellezza degli tuffi incerti, delle delusioni sorridenti

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