senza avvertimento, come suo solito, una frascata di vento, uno squaglio di sentimento e l’ala gelata della paranoia ci si è avvitata intorno, come tutte quelle volte che la cornice ingabbia e tu neanche te ne sei visto intorno le sbarre
allora ti volti, e la faccia sfregia gli angoli, il fiato raschia tutte le movenze della voce che avresti schizzato e sei riuscito a risucchiare, ma l’obliquità delle parole cozza e arrossa come una spalata di mattina
guarda attraverso le persiane e lascia slittare, questa è la preghiera che sgocciola dai rami, solo questa

macerata-di-michele-priore

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