tu gridavi, con gli occhi, ed io strizzavo con sordità le rughe cerchiando la bocca a ricordarmi di sorprendermi, di assalire la rabbia di soprassalto che ancora non accorda libertà
eri immobilizzata, non sporgeva che un respiro da sotto le coltri di trappole che peraltro ti eri disseminata intorno, ed io annusavo la via libera che senza accorgerti mi avevi lanciato, in una frattura del tono, quando meno mi sarei aspettato un guado
masticavi senza assumere altro che foto stantie, strappi ai globi neri delle pupille, un ammasso che il fuoco attrae, che già intacca, dai bordi al succo delle storie
hai sbattuto il cancello ed il recinto mi ha ingannato, non ne sono ancora fuggito

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