se davvero maturità è tutto, allora appartengo a quelli lietamente disorientati, con un sorriso magro di sottintesi ma con abbondanza di onestà, per cui la strada deve avere curve in successione ignota e la notte non si arresta necessariamente al confine del domani
mi vedo rughe giovani che non sfigurano la realtà, mi suggerisco all’orecchio una moltitudine di varianti, tutte felicemente cieche, e non smetto di fissare il punto di intreccio, senza dimenticare le parole d’ordine, le chiavi spesso annegate nelle tasche profonde dell’esistere
affinché la linea mai si trasformi in deforme allineamento ed il declivio non si storpi in declino

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