lo senti, il formicolio sotto lo scudo della pelle? quando, invece della sincerità, tutto, e le febbri della paura che gli salgono fino alla ragione, e quanta fatica tu per contenere, per spiegare, per non indietreggiare. quando sarebbe sufficiente un placido no, non ne comprendo il motivo, senza isterismi, non permettendo l’astuzia agli aguzzini, semplicemente con la fronte fresca e ferma. ma no, meglio toccare con lo sguardo le punte delle scarpe, lucidare i denti visibili nel ghigno che più somigli ad assenso, non si creda che ci sia una carie nel sistema, altrimenti il trapano è pronto e allora addio a sistemazioni, accomodamenti, accordi, stretti con stipendi corti e chilometriche incertezze. tanto lo hanno sempre desiderato, sebbene la voce suonasse altra: il motivo si ripete impietoso, su di loro, non certo su di te che di continuo dissuoni, e dello stridio fai il tuo fascino.

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