ci trovavamo di fronte allo spettacolo
nell’arco calmo del pomeriggio
fermi affacciati alle falde della felicità
però sapevamo, con un fregio di follia
a percorrere le strade della voce
quando curva addosso all’imprevisto

lo schianto del sorriso non puo’
che suonare dolore, ci appiccica
schiacciati contro una ferma parete
che non sbriciola, non sbianca
e la calce non restringe le ferite

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