appare la voce cieca nell’angolo
della tua immagine che sgrana sul filo
di sembianze nere, cadendo dall’orlo
mentre s’interrompe il tuo odore
di nocciola calda africana
di esclamazione che ammalia
di solletico del vento occidentale
sfuggito alle montagne appena sveglie

intendo scagliare la tua prigione di paure
giù dalla rupe, frantumarne i marmi
e meritarmi la pace santificata di un invito

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