non è certo facile ingoiare la progressiva abitudine allo svuotamento della casa, alle stanze che perdono abitanti, chiudendosi dietro una storia che si scrosta, come se umidità s’infiltrasse nei tessuti, negli angoli tondi dei corpi, sotto le giunzioni deboli
lo strato delle voci è progressivamente più sottile, un filo di colore ma sbiadito, come se addensasse a distanza di anni la muffa delle colpe e l’abito si contaminasse di ferite scucite
quelle fessurazioni che il proprietario non ha curato ora si squarciano, impediscono l’incasso delle nostre porte e nel vento ora crolla l’impalcatura