il sangue è sempre nero, da qualsiasi ferita esploda
le mani strette a garza sul terrore spinto a fiotti
sotto le fitte di una pioggia di cornice al grigio
di un cervello che ha inciampato, gli ha teso
un tranello lo stesso odio che l’ha sfamato

orrore nero nelle bocche senza più fiato, occluso
dalle sirene, dai vetri perforati, da gente
a registrarlo intente con in mano gli ordigni
di un disagio che chiamiamo saturazione, pece
su cui piume aderiranno a vestire l’insulto

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