nello stadio dell’appena veglia
a posto di chitarre sintetizzatori
voce in acrilico che scosta dai bordi
si scrolla l’odio focale d’occhio
che strilla muori sulle infiltrazioni
acidificando secche crepe mature

a collassarci dentro è più l’orgoglio
di non volersi nudi alla costanza dei venti
a levigare ombre e SAE in eguale attrito

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