«Una cosa da nulla. Il poeta, in quanto tale, lavora e scopre in solitudine, si separa dal mondo, non conosce altro dovere che la sua lucida e furente volontà di chiarezza, di demolizione del mito intravisto, di riduzione di ciò ch’era unico e ineffabile alla normale misura umana. […] Se il poeta veramente ricerca chiarezza e attende a esorcizzare i suoi miti trasformandoli in figure, non va taciuto ch’egli potrà dire d’avercela fatta soltanto quando questa chiarezza sarà tale per tutti, sarà cioè un bene comune in cui la generale cultura del suo tempo potrà riconoscersi».
[da Poesia è libertà, in La letteratura americana e altri saggi]

Casa Pavese – Giugno 2018

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