Siamo onesti: quando si partecipa ad un progetto editoriale collettivo, molto spesso ci si limita a leggere se stessi, o ciò che si è prefato, e poi gli amici e conosciuti presenti e nulla più. Pigrizia mentale, lo ammetto. Invece, stavolta, ero invogliato dal fatto che si facesse un lavoro di censimento temporale e geografico di attività ma anche di riscoperta, di omaggio a tante e tanti che hanno contribuito allo sviluppo della poesia e della letteratura in generale, nei propri luoghi di origine ma anche a livello nazionale ed internazionale. E quindi me lo sono letto da cima a fondo, SUD – i poeti, di Macabor editore, ed ho incontrato tanta entusiasmante consonanza, tanta stimolante diversità, tanti timbri e tante direzioni della poesia: Eleonora Rimolo, una relazione già approfondita e feconda, ma anche Antonio Spagnuolo, di cui, colpevolmente, avevo letto solo sporadicamente e senza un filo logico; e poi, di Antonio Bux, versi che sento molto miei per le tante soluzioni affini, ma anche quelli di chi, come Lina Salvi e Rossella Tempesta, ha esiti differenti ma davvero efficaci. Da mettere in giusto rilievo l’operazione importantissima di catalogazione di chi oggi non c’è più ma continua ad essere qui con noi: i testi di Antonio Verri, Angelo Fasano e Giuseppe Jovine, che scrive:

Qui torno amaro dopo ogni sconfitta
per non desistere dal denso esistere
col cuore d’esule senz’altro arredo
che il canto dei mattini e ogni sconfitta
torna a splendermi come una vittoria.

Una lettura importante, quindi, di approfondimento, di schieramento a favore dell’assidua valorizzazione di un patrimonio di idee e scritture che danno anche il senso di orgoglio della propria terra, il Meridione, troppo spesso accantonato anche nella storia letteraria italiana.

SUD – I poeti – Macabor editore

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