camerino, fine agosto 2018

il piede poggia sul pane che la terra
produce e di questo si nutre l’arpeggio
che smuove il pubblico, mentre la tromba
sradica dalle mani la musica a fecondare
il parco che arido da due anni tace

intanto, dietro l’imboccatura del suono
si stende la vibrazione del sorriso
a incidere la tela di facce
ritratte in ascolto e speranza

Jazz italiano per le terre del sisma 2018