ti auguri sia stata la fonda impressione
di un abbandono sanguinoso alle urla,
la incolpi della stasi di dignità
non altrui ma dei nostri grugni
bruciati dall’ardere della vergogna
per i rottami, per il petrolio versato
dai serbatoi dissanguati

fissi atomi inerti che l’impasto delle onde
disperde negli abissi dei nostri occhi