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Oggi, dopo tutta un’estate di attesa e segreto malcelato, posso annunciare che vede la luce il mio nuovo libro, Dai sentieri divorati, primo della nuova collana “Nuova Poetica 3.0” della casa editrice toscana Transeuropa. Un lavoro che parte da lontano, sviluppato parallelamente al precedente Formula di vapore (Arcipelago Itaca edizioni), di cui può apparire un fratello gemello più esperto, maturo e tagliente, «il traguardo di dieci anni di tenace ricerca, in equilibrio formale e di contenuti tra sperimentazione linguistico-sonora e immersione nella radice più autentica della lirica contemporanea». Dai sentieri divorati rappresenta «uno sguardo dentro e nel contempo fuori dell’io poetante, che osserva, registra e critica il reale, ma si tuffa altresì nell’abbraccio tonificante del sentimento amoroso, in incessante affidamento all’energia che scaturisce dalla passione per la comprensione dell’Altro» (i virgolettati appartengono alla prefazione dell’amico e acuto lettore Roberto R. Corsi, che ringrazio di tutto cuore per la puntuale disamina).
Alessio Alessandrini ha detto: «Dai sentieri divorati è una silloge dal verso perentorio e saldo, dove immagini si affastellano scolpite da una luce variabile. Spesso scoprono terrori ma a volte sono dolci inviti alla resistenza. Marco Di Pasquale forte del suo personale percorso poetico ci dona un nuovo sentiero da percorrere tra poesia e prosa, tra “il suono crollato” dell’angustia e il gioco acceso della speranza “che splende sui denti del mattino”».
Anche qualcun altro ha cominciato a dire la sua (potete leggere qui una precisa recensione di Antonio Bux), e questo mi fa orgoglio, per l’impegno e la passione che si brucia in questo mestiere quotidiano di dire in versi.
Per chi volesse continuare la lettura del libro, informo che è possibile acquistarlo sul sito della casa editrice, ma anche attraverso i soliti canali Feltrinelli, Amazon, IBS, Libro Co, Unilibro, Libraccio.

CON UN LENZUOLO DI NUVOLE

quando arriva la resa del mese
e nessun seme dà più germoglio
lanciami in mano quel soldo di luna
e bendami con un lenzuolo di nuvole
la rotazione avverrà come sempre
e dalle pareti il viscido della notte
scivolerà, dalle palpebre aperte
verrà di nuovo calore e sorriso

Dai sentieri divorati – Transeuropa