Magari questa non sarà la recensione più ponderata tra quelle che trovate nel blog, ma sicuramente è la più rapida, poiché scritta un’ora e mezza dopo aver terminato il libro. Quale? Illusione di potere di Philip K. Dick, un romanzo brulicante, vivido e caotico, spesso troppo, che vive di due assi narrativi: preponderante quello prettamente fantascientifico, con la Terra nelle mani di un Segretario delle Nazioni Unite, Gino Molinari, tirannico e incostante, alleata ad un pianeta, Lilistar, popolato da esseri molto simili a noi ma infidi e pronti a sfruttare risorse e popolazione terrestri pur di sconfiggere i suoi nemici giurati, i reeg, specie insettiforme che, a dispetto di quanto il suo aspetto ispira, è probabilmente più affine psicologicamente e socialmente a noi. In questo groviglio, a volte torbido e poco intellegibile, si districa il protagonista Eric Sweetscent, che tenta di liberarsi da un matrimonio con la bellissima e complicata Kathy, che gli provoca soltanto frustrazione ed autocommiserazione, mentre la sua sorte si legherà indissolubilmente ai destini della guerra e del mondo terrestre.
Impressione finale? Contrastata. Diverse pagine brillano per lucidità di trasposizione metaforica delle vicende storiche precedenti o coeve al romanzo (Seconda Guerra Mondiale, conflitto freddo USA-URSS, Vietnam), oppure semplicemente per la successione di felici trovate dell’intreccio. Tuttavia i passaggi intricati, a volte criptici, della riflessione della coppia protagonista (che sembra abbia già fatto terapia prima ancora di lasciarsi) impastoiano la lettura rendendola meno godibile ed impedendo il libero flusso dell’immaginazione. Inoltre, gli unici personaggi che spiccano per spessore, Eric, Kathy (ma neanche fino in fondo, a volte stereotipata) e Gino Molinari, forse il più riuscito nella sua assoluta necessità di vivere (e morire) per il potere. Merita comunque una lettura, grazie all’atmosfera di futuro angosciante ma anche affascinante costruita con quella maestria che ben conosciamo in Dick e di cui non riusciamo a fare a meno.

Philip K. Dick – Illusione di potere