i ciotti suonano di cimitero
ma sostengono il carico del sole
che crocchia e ci scrolla i nervi
né c’è potenza uguale che scarni
l’abbraccio a salvare dai pensieri
senza maniglie

su queste parole secca la luce
atterra a spiegazione, annuendo
tra rami ciocche sibili contratti

scavando cunicoli tra i mali
dell’abitudine usciamo a scrutare
la gioia cieca dell’aria
apriamo le branchie ad inondarci
colmando i contorni senza carne

come una spiegazione