affannarsi cercandosi alle spalle in una curva di cui ci si è liberati, staccando con una pedalata folle le foglie, il risucchio infero del brecciolino, la fossa nell’asfalto che potrebbe ingoiarci
le gambe sforzano in salita, la velocità s’ingolfa indebolita dal dubbio che si immateria nelle bocche mascherate
dell’anziano col maglione verde marcito per ogni stagione, della bambina che ci fissa senza averne mai saputo il nome, della commessa che, minimizzando i passi verso il supermercato, si svaga sventando l’angoscia