alla luce fendente da spiaggia di stamani domando il dono di asciugare ogni scoria, di detrarre questa sfoglia ruvida che lacera ad ogni smorfia – quella che ti obbliga a sorvegliarmi come fossi un ordigno
solo mi arroventa il desiderio che espellessi l’apprensione di avvolgermi in piombo e salvare le giornate irradiate dal mio nucleo instabile