Come ci si sente a perdere la propria forma mentale, quello slancio pronto al criticismo ferino, che si sfamava cogliendo fulminea ogni preda di pensiero che sorgesse da anfratto? Delusi, ovviamente. E tanto lo si sapeva com’è: ci blandiscono con “ti ci vuole un po’ di relax”, poi ci ammoniscono “non puoi sempre leggere, fai qualcosa di più pacificante”, seducendoci con “hai provato a sdraiarti e lasciare che le tensioni scivolino via?”. Certo, per l’ampiezza di un sospiro ben spinto in fondo, ci siamo sdraiati e fatti lusingare dalle sirene, ma poi come uno schiaffo ben assestato il grugno della coscienza ci ha intimato “tonifica la parola” “tendi la freccia del pensiero” “allena lo spunto ironico” “attizza il fuoco della controversia”. Ci stavano soffiando via la lucidità, ma il piano è stato sventato, ora siamo tornati.