una lampada di un azzurro fioco
una sedia che smaglia di rosso
un vaso che avvizzisce lasciando
qualche seme alla primavera
un cornetto ingoiato via dal bar
un continuo sfuggire alle campanelle spietate
una marina filtrata dall’opaco del finestrino
una passeggiata intirizzita prima della clausura

e d’altra parte

un fermaglio di un colore buffo che scompiglia la mattinata
del nylon smagliato dove e quando non dovrebbe
uno screenshot da riderci su a quattr’occhi
una fila rada ma interminabile per branzini e verdure
un giovedì pomeriggio dentro muffiti camerini
il giorno dopo impiegato a fissare la lievitazione dell’impasto
incoraggiandolo ad esplodere in weekend