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Il continuo stato di dubbio, la relatività dei punti di vista, la precarietà del piccolo individuo di fronte ad un fantomatico potere che tutto pervade, il senso angosciato di controllo e la totale impossibilità di fiducia nel nostro prossimo più intimo, specialmente se si tratta di una moglie (visto il genere maschile di tutti i protagonisti). Questi i temi che ossessionano Philip K. Dick in questa selezione dei racconti che hanno avuto successo cinematografico, pubblicata qualche anno fa da Fanucci ed uscita nel 2011 nell’occasione della produzione del film I guardiani del destino, da cui prende il titolo (in originale The Adjustment Bureau). Insieme alla short story eponima, ritroviamo titoli che hanno fatto la fortuna della cinematografia statunitense come Total Recall e Minority Report, e a ragione, vista la qualità immediatamente riconoscibile, basata su una trama serrata, su un tono allucinatorio ed angosciato che mette il lettore in fuga infinita insieme ai protagonisti, braccati da un’ansia di chiarire la loro innocenza che sicuramente ha un aggancio nella biografia di Dick. Merita davvero la lettura, nonostante mi si parso di incontrare troppe incertezze di traduzione, probabilmente imputabili alla confezione affrettata in concomitanza con l’appuntamento al cinema. Giustificazione davvero discutibile, ma senza farci troppe domande godiamoci la bravura di uno dei più grandi narratori di fantascienza.