restare fino a farsi intrappolare dall’ombra, per stemperare la vampa che spira presto in cenere, nell’ora in cui tutti fuggono in acqua, lì la luce trema ancora un po’

ma l’illusione è più negli occhi che sulle onde: già tremano dell’abbandono, del ventoso silenzio d’autunno da cui difendersi in trincee di sabbia umida