Sforbiciare e chiarire, spostare e riannodare, dopo più di quattro anni, è lavoro necessario per parole ancora valide:

la voce nell’angolo sgrana cieca sul filo
di sembianze nere, ma non s’interrompe
il tuo odore di nocciola calda africana
di arcana esclamazione che ammalia
nel solletico del vento occidentale
sfuggito a montagne da risvegliare

intendo scagliare la tua prigione di paure
giù dalla rupe, frantumarne i marmi
e meritarmi la pace di un invito