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se avete visto Ghost Whisperer, capirete ciò che dico: toccare un oggetto e vederne manifestarsi in testa il momento in cui davvero ha assunto un significato, è diventato un incastro che ha legato e ancora lega i giorni custoditi
coi nastri dissotterrati dal garage, da quando il vecchio hi fi è resuscitato, stessa proustiana agnizione, e di ciascuno vividi risentire gesti, odori, parole che sono immagazzinati e non lo immaginavo proprio
qui e avanti, ne porterò qualche esempio: dopocena all’esterno di un antiquato ristorante della Valtesino, riparto in macchina di un amico che avvia l’autoradio e subito mi accende quel che sento, quindi chiedo di poter copiare la cassetta e lui annuisce serio, accompagnando l’estrazione del nastro con queste parole: “la custodia sta lì nel portaoggetti, domani me la riporti intatta sennò ti spacco la faccia”
ovviamente, l’avvertimento fu ascoltato e il compito portato a termine nei tempi stabiliti
ieri rimetto quella cassetta ed i venticinque anni almeno che sono passati vengono decifrati da quella canzone specifica, che tanto ha ruotato nella testa in questi anni, che oggi torna nelle orecchie come allora