è difficile ripartire, si sta bene nella bolla, anche quando la sfoglia che ti protegge è dolore e smarrimento

quando apri il frigorifero e ti affidi al fresco che non trovi altrove
nella spinta feroce ad accelerare lontano dalla burrasca più forte del motore
sotto il sole che punge ogni poro e svapora anche il residuo dei tuffi
al momento in cui firmi il futuro di volti compagni per due anni tra i banchi

è difficile e perciò siedo e scrivo, solo questo mi viene, e guardo ciò che ci incombe senza garbo, valutandone la vacuità, senza astio ma solo una scabrosa serenità
lascio che sia il seguito a sollevarmi gli occhi, a riavviarmi al domani