dall’incasato esposto al fragore delle onde
schiarisce l’enigma a pelo d’acqua, timbro
che penetra la mente accinta a respirare
nelle lente anse del fermo conversare

grottammare si vendica tra tuffi e frenesie
delle scorrerie estive ritirandosi a meditare
a qualcuno sfugge pure l’affaccio sdegnoso
dalle tre logge che forano piazza peretti
la cintura di aranci serba inviolati gli spalti

sulla spiaggia arriva solo l’orma di un petalo
pace certa ma solo nell’autunno svuotato