POESIA DOMANI N. 152

Il tempo vola ed è già autunno pieno, un periodo adatto a ritrovarsi in un luogo accogliente, magari con qualcosa di caldo tra le mani, e partecipare a qualche momento di poesia in atto. Noi di Poesia Domani, come ogni mercoledì, vi ragguagliamo su ciò che si puo’ fare nella settimana che abbiamo di fronte.
Andiamo a cominciare con un incontro che si terrà oggi pomeriggio alle 18:30 alla Libreria Feltrinelli di Rimini, in cui l’editore Interno Poesia presenta al pubblico La logica del merito, opera prima di Sofia Fiorini. Il dibattito sarà animato dall’autrice insieme ai poeti Andrea Cati ed Isabella Leardini, rispettivamente direttore della casa editrice e prefatrice del volume.
Ci spostiamo sull’altro versante della penisola e, a Salerno, troviamo il performer aquilano Matteo Di Genova che, sempre stasera ma alle ore 19, al Caffè letterario Diaz19, mette in scena DIXIT, spettacolo in versi che porta sul palco il tentativo fallito di un poeta di mettersiin comunicazione con un’uscita di sicurezza, occasione per coinvolgere il pubblico in una commistione tra teatro, rap e poesia orale.
Domani sera invece potremmo andare alla Biblioteca delle Oblate di Firenze, perché alle 21:15 le due poete Azzurra D’Agostino e Nadja Mifsud leggeranno i loro testi, intrecciando monti e mare, l’Appennino Tosco-Emiliano della prima col Mediterraneo della seconda, nata a Malta e residente in Francia, nel segno dell’esperienza femminile del verso. L’evento è inserito nel programma del Festival internazionale di poesia “Voci lontane, voci sorelle”.
Tra domenica e lunedì, infine, due importanti appuntamenti: domenica alle ore 12, prende il via la rassegna Mantova Poesia che attraverserà tutto l’inverno e la primavera prossimi, andando a concludersi con il Festival Internazionale Virgilio nel mese di maggio; mentre lunedì a Milano, al Bistrot Libreria Colibrì, alle 18:30, sarà presentata PASSIONE POESIA – Letture di poesia contemporanea (1990 – 2015), volume collettaneo curato da Sebastiano Aglieco, Luigi Cannillo e Nino Iacovella, uscito l’anno scorso per la casa editrice CFR. Insieme ai curatori interverranno, tra i poeti e i critici presenti nel volume: Roberto Bertoldo, Adele Desideri, Vincenzo di Maro, Umberto Fiori, Mia Lecomte, Alessandra Paganardi, Carla Saracino, Gianni Turchetta, Edoardo Zuccato.

Matteo Di Genova – Dixit

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POESIA DOMANI N. 151

Torna col mese di settembre l’appuntamento fisso del mercoledì con la poesia di ieri, oggi e soprattutto domani, e cioè Poesia Domani. Oggi vi parliamo di un libro e di qualche appuntamento di fine estate per poter continuare a parlare di lavoro poetico.
Per iniziare, vi diamo segnalazione del bellissimo volume di Simone M. Bonin, pubblicato dalla casa editrice marchigiana Arcipelago Itaca Edizioni, opera prima del giovane poeta cosmopolita (Simone vive infatti in Danimarca) dal titolo Tratti primi, in cui egli intavola un’esplorazione commossa ma lucidissima del mondo, inteso come cosmo pulsante e corrispondente alla nostra sensibilità. Ne risulta un lavoro sulla ricerca interiore e contemporaneamente un’inchiesta sull’essenza che trasfigura il dato reale in visione simbolica e parola assoluta.

Qualunque cosa fosse
l’ho sotterrata in un fosso
ho fatto un cerchio nell’aria
e ho scagliato d’impulso il sasso

un movimento d’elastico e il corpo
si fa molla – lontano, dicevo, va lontano

“Tanto poi sbuco fra le dita della tua mano”.

Per quanto riguarda ciò che si organizza in giro per l’Italia, vi invitiamo a prendere parte ad alcuni eventi, già a partire da stasera: alle 21.30, a Bologna si saluta l’estate, che ci aspetta di nuovo tra nove mesi, al Macondo, storico locale notturno di Bologna, con una serata dal titolo significativo, “Arrivederci, amore ciao”, un incontro tra musica e poesia, durante la quale le canzoni d’autore (cover e inedite) cantate da Federico Aicardi, Fabiano Naressi, Nadia Belfiore e Michele Tiso, si fonderanno ai recital malincronici (poetici e non) curati da Luca Cerretti (un tempo noto come Narcotico Poeta).
Restiamo sempre in Emilia, ma ci spostiamo a Vignola (MO), per il locale Poesia Festival che inaugura, sempre stasera, la sua tredicesima edizione con un incontro molto importante, al Teatro Ermanno Fabbri alle ore 21, tra i versi estrosi e multiformi di Patrizia Valduga e la riflessione a tutto tondo sui rapporti tra la poesia e le altre arti di un filosofo di fama internazionale come Massimo Cacciari. I due protagonisti saranno accompagnati da uno dei flautisti più apprezzati a livello internazionale, Andrea Griminelli, che offrirà le suggestioni più delicate e appassionate dal suo repertorio.
Oltre a consigliarvi di seguire i molti altri eventi di questa rassegna, per finire vi raccomandiamo anche la presentazione che si terrà nel pomeriggio di lunedì prossimo a Firenze, nello storico Gabinetto Vieusseux, alle ore 17, quando si parlerà del volume uscito l’anno scorso per i tipi di Interlinea, dal titolo Amelia Rosselli: biografia e poesia, alla presenza dell’autore, Stefano Giovannuzzi, accompagnato dagli interventi di Laura Barile, Cecilia Bello e Niccolò Scaffai.

Poesia Festival Vignola

SILVIO – DA E PER JORDI VALLS POZO

Settembre porta i frutti delle stagioni calde e degli incontri fervidi, pieni di parole e idee. Riprendiamo le attività con la versione di un testo indirizzatomi dal grande poeta catalano Jordi Valls Pozo, amico conosciuto al Festival della Poesia di Bucarest, con cui lo stesso ritmo di pensiero ed emozione ha intessuto un rapporto di speculare comprensione. Vi propongo quindi questa prosa, dal tema molto vicino all’Italia, che lui mi ha inviato in catalano e spagnolo, ed io ho cercato di rendere al meglio possibile in italiano:

SILVIO

Després de la lluita grecorromana el van abduir els alienígenes, com que no sabien ben bé que fer-ne, el van dipositar al magatzem de la nau i el van aparellar amb tota mena d’éssers interplanetaris. Farts de suportar les ensucrades melodies d’un incomprensible enyor terrícola, el van retornar, vint segles més tard, al seu lloc d’origen. En poc temps es va espavilar en el nou medi, tot beneïnt el progrés material en estimar el fracàs de la fraternitat humana com un mal menor. A la lluita grecorromana el què millor es desentortolliga és qui fa la última clau. I canta, seductor, sentint la sirena llençant-se al mar des de la roca, atrapada a la gola de vellut del milhomes. En aquest món de mones el més llest s’emporta l’oli.

*

Después de la lucha grecorromana los alienigenas lo abducieron, como no sabían que hacer con él, lo depositaron al almacen de la nave y lo aparejaron con toda especie de seres interplanetarios. Hartos de soportar las empalagosas melodías de una incomprensible añoranza terrícola, lo retornaron, veinte siglos más tarde, a su lugar de origen. En poco tiempo se aclimató al nuevo medio, bendiciendo el progreso material al valorar el fracaso de la fraternidad humana como un mal menor. A la lucha grecorromana el que mejor se desata del otro es quien hace la última llave. Y canta, seductor, sintiendo la sirena lanzarse al mar desde la roca, atrapada en la garganta de terciopelo de macho alfa. En este mundo de simios el más listo se lleva el botín.

*

Gli alieni lo catturarono dopo la lotta grecoromana, siccome non sapevano che farsene, lo depositarono nella stiva della navicella e lo accompagnarono ad ogni specie di esseri interplanetari. Stufi di sopportare le paludose melodie di un’incomprensibile nostalgia terricola, lo restituirono, venti secoli dopo, al suo habitat naturale. In breve tempo si acclimatò al nuovo mezzo, benedicendo il progresso materiale, nella stima del fracasso dell’umana fratellanza come male minore. Nella lotta grecoromana chi si divincola meglio dall’altro è chi fa la mossa vincente. Ed ora canta, da seduttore, sentendo la sirena gettarsi a mare dalla rupe, incatenata alla gola di velluto da maschio alfa. In questo mondo di scimmie la più svelta s’intasca il bottino.

Jordi Valls Pozo

FERMI AFFACCIATI

ci trovavamo di fronte allo spettacolo
nell’arco calmo del pomeriggio
fermi affacciati alle falde della felicità Continua a leggere

LASSÙ DOPO POCO MENO DI UN ANNO

sembrava che quelli senza più paese fossimo noi: trascinandoci tra vicoli, piazze, negozi immobilizzati, tettoie posticce, pietre riposte in catalogo di ipotesi da ricomporre, porte intelaiate per evitarne la rovina, cercando con gli occhi la sagoma infranta che ora lasciava vedere inquadrature di cielo che, da quelle angolazioni, mai. abbiamo avuto voce per parlare solo per allusioni, per groppi ed incidenti, e loro invece con accenti asciutti e occhi eretti ad elargirci serene direzioni di prosecuzione, di pace fatta col sussulto che ha sfondato tutti i loro destini. arrivati in vetta al disastro, dove il villaggio non esiste che per tre roulotte in cerchio ed una nuova geometria delle case, fluttuante, ondulata sopra l’altopiano rettilineo, resta ancora un’ampia terrazza di sole che sfida il freddo d’altura e magliette di resistenza, senza lacrime di retorica, anzi, vino rosso in mano, una pertica per giochi semplici in ilarità generale, foto ad ogni gesto e arrivederci a domani, perché domani riaprirà l’alba, i cavalli s’arrampicheranno di nuovo per i dirupi, i semafori non impediranno di vivere e cucinare e mietere e guardare oltre le fratture.

da Castelluccio

DOPO UNA SERATA DI POESIA IRANIANA

tu goccioli dal balcone come dopo intense piogge
ed io bevo da sotto, dal fondo di questa notte
che straripa della tempesta di luna liquefatta
nel vedere che grondi lacrime e non sappiamo otturare
il crepitio di imprecisioni, di verdetti incauti
di cui ci siamo inondati senza la minima ragione
con la furia della stella che si è imposta
di sparire nelle schegge di vapore della nuvola
nel sopore della furia che avvolge buia