LASSÙ DOPO POCO MENO DI UN ANNO

sembrava che quelli senza più paese fossimo noi: trascinandoci tra vicoli, piazze, negozi immobilizzati, tettoie posticce, pietre riposte in catalogo di ipotesi da ricomporre, porte intelaiate per evitarne la rovina, cercando con gli occhi la sagoma infranta che ora lasciava vedere inquadrature di cielo che, da quelle angolazioni, mai. abbiamo avuto voce per parlare solo per allusioni, per groppi ed incidenti, e loro invece con accenti asciutti e occhi eretti ad elargirci serene direzioni di prosecuzione, di pace fatta col sussulto che ha sfondato tutti i loro destini. arrivati in vetta al disastro, dove il villaggio non esiste che per tre roulotte in cerchio ed una nuova geometria delle case, fluttuante, ondulata sopra l’altopiano rettilineo, resta ancora un’ampia terrazza di sole che sfida il freddo d’altura e magliette di resistenza, senza lacrime di retorica, anzi, vino rosso in mano, una pertica per giochi semplici in ilarità generale, foto ad ogni gesto e arrivederci a domani, perché domani riaprirà l’alba, i cavalli s’arrampicheranno di nuovo per i dirupi, i semafori non impediranno di vivere e cucinare e mietere e guardare oltre le fratture.

da Castelluccio

DOPO UNA SERATA DI POESIA IRANIANA

tu goccioli dal balcone come dopo intense piogge
ed io bevo da sotto, dal fondo di questa notte
che straripa della tempesta di luna liquefatta
nel vedere che grondi lacrime e non sappiamo otturare
il crepitio di imprecisioni, di verdetti incauti
di cui ci siamo inondati senza la minima ragione
con la furia della stella che si è imposta
di sparire nelle schegge di vapore della nuvola
nel sopore della furia che avvolge buia

DEGUSTAZIONI N. 24

L’estate ed il desiderio di rilassare le sinapsi stavolta mi hanno portato fuoristrada, su un sentiero che si poteva anche evitare e che consiglio a voi di non intraprendere, a meno che non vogliate abbandonarvi al cliché, al già letto e visto, all’incolore solita storia, e magari spegnere proprio l’organo cerebrale e scegliate questo libro giusto per far scorrere meglio i minuti che vi separano dal successivo bagno al mare.
Parlo di Strade di sangue, del giallista di Washington George Pelecanos, figlio di emigrati ellenici che, in questa storia abbastanza scialba di un poliziotto che, per liberare la sorella dal giro della droga, finisce per pestare i piedi più importanti e si fa ammazzare, adombra in maniera del tutto schematica e con uno stile di riflessione da bar sport la questione razziale, mai accantonabile, neppure in una metropoli variegata e teoricamente aperta come la capitale statunitense.
Per carità, nel noir imbastito intorno al detective Strange e l’ex poliziotto Quinn, nero e bianco, protagonisti monolitici e dal portamento alla John Wayne (non a caso, entrambi appassionati di libri e fil western) non manca nulla dal catalogo: il duro dal cuore complesso; la segretaria innamorata; i sobborghi fetidi della città; i locali dove si respira corruzione; la polizia venduta; i narcotrafficanti da operetta; il finale felice ma con una macchia di malinconia. Ma, come dicevo, tanto mestiere e niente guizzo, un lavoro portato a termine con onestà, ma nulla di più.
Molto meglio orientarsi altrove, di noir serio ce n’è, eccome.

George Pelecanos – Strade di sangue

Immagine

IL NOME INVERSO

la traversa dell’occhio legge
il nome inverso della notte
mentre affonda tra gli spilli
di stelle affisse e ne calcola
gli effetti a nutrire le sequenze
di voce e cadute a piombo
nel tuo esausto silenzio di sonno

POESIA DOMANI N. 150

Con la puntata di oggi, amiche ed amici, la nostra rassegna settimanale di Poesia Domani va in ferie, dopo aver seguito per tutta la stagione l’andamento delle attività poetiche della penisola, portandovi, anche solo virtualmente, a conoscere tendenze e modalità del fare versi in Italia.
Riprenderemo le nostre attività il primo mercoledì di settembre, ma continueremo a segnalarvi nella pagina fb quello che d’interessante si puo’ fare anche sotto il calcagno della calura.
Per ora, vi indichiamo quello che riguarda la settimana a venire, partendo da domani, giovedì 13 Luglio, quando, al Museo della Marineria di Cesenatico (FC), alle ore 21, si svolgerà il primo appuntamento della Una rassegna di poesia orale a coppie “POETI DA PALCO”, in cui Annalisa Teodorani e Giacomo Sandron incroceranno la loro esperienza di scrittura con dialetto santarcangiolese e dialetto veneto, in un reading dal titolo “ZCHÉURS / CIÀCOLE”.
Passiamo alla giornata di sabato 15 luglio, in cui abbiamo due eventi a cui invitarvi: il primo a Bologna, nel contenitore CaffèTeatrOsteria Costarena , alle ore 21, potrete assistere a “Incontriamoci all’Inferno – sulle orme di Dante tra ironia e verità”, una lettura scenica in cui scoprirete la Commedia come non l’avete mai vista: Beatrice, Gemma Donati, Francesca Da Rimini, il conte Ugolino, Caronte… racconteranno, usando il vernacolo toscano, la loro versione dei fatti, andando spesso contro a quelle che furono le Visioni di Dante. La lettura è curata dall’autrice Cinzia Demi e sarà accompagnata dai brani per liuto, chitarra rinascimentale e barocca del maestro Riccardo Farolfi. L’ingresso è libero, ma per prenotare un tavolo potete anche chiamare il 3315835466.
Tornando indietro di qualche ora, nel pomeriggio, dalle ore 16.30, il Balneare “Da Marco” nella spiaggia di San Michele ospiterà il primo dei due appuntamenti che compongono il cartellone del festival Sirolopoesia, di cui si celebra quest’anno la quarta edizione. In questa giornata i protagonisti saremo io e la bravissima poeta fiorentina Novella Torre che saremo chiamati a leggerci a vicenda, discutendo ed intrecciando i nostri due libri freschi di stampa: Novella con Un secolo di febbre (Transeuropa, 2017) ed io con Formula di vapore (Arcipelago Itaca, 2017). Ad accompagnarci il trio jazz formato da Paolo Della Mora al basso, Daniele Cervigni alla chitarra e Claudia Giaccaglia alla voce.
Non ci resta che augurarvi buona estate in versi e ci ritroviamo a settembre!

Incontriamoci all’Inferno