POESIA DOMANI N. 112

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Questa settimana Poesia Domani torna a segnalarvi, come farà ogni mercoledì per tutto l’autunno, in entrata domani, ed anche più avanti, idee, movimenti, appuntamenti collegati al mondo della poesia viva ed in atto, stimolandovi ad uscire per andare ad ascoltare i poeti e condividere con loro l’esperienza di scrivere.
Proprio anche per incitare i poeti più timidi e ritratti in sé, riportiamo la notizia dell’avvio del nuovo anno di gare del torneo Atti Impuri Poetry Slam, di cui già parlammo nella stagione precedente e che riapre ora, fino al 1 Ottobre, le iscrizioni alle competizioni che inizieranno il 14 dello stesso mese con le fasi eliminatorie. Il regolamento di questa terza edizione puo’ essere consultato direttamente dal sito dell’associazione a questo link.
Intanto per scaldare i motori, è stata organizzata una serata inaugurale alla Libreria Luna’s Torta di Torino, per venerdì 23 Settembre, alle ore 21, in cui la classica tenzone individuale sarà abbandonata per dare vita al primo torneo a squadre di poetry slam della città di Torino. Competeranno tre squadre di poeti, composte da Filippo Balestra e Andrea Fabiani, Alessandro Burbank e Clara Vajthò, Piero Negri e Massimiliano De Luca che si sfideranno sotto la supervisione degli Mc Arsenio Bravuomo, Alessandra Racca, Giacomo Sandron. Visto che il Luna’s Torta è anche “libreria con cucina” e caffè, si potrà mangiare e si consiglia di prenotare per l’aperitivo (che inizia alle 20) poiché si avrà la precedenza per i posti ai tavoli.

Atti Impuri Poetry Slam al Luna's Torta

Atti Impuri Poetry Slam al Luna’s Torta

DEGUSTAZIONI N. 20

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Durante l’estate mi sono dedicato alla scoperta di poeti a me ignoti e, in una delle mie periodiche passeggiate tra gli scaffali della libreria Odradek di Roma, sono stato arrestato dal titolo di un volume di Miguel Barnet, Il poeta nell’isola, uscito per Campanotto nel 2005. Barnet è cubano e scrive anche narrativa (il suo maggiore successo editoriale fu Cimarron, uscito per Einaudi nel 1968) e questa pratica si ritrova nei suoi versi, che tuttavia valicano le porte dell’immaginazione più fertile per agganciare tra loro mondi ed immagini, con personaggi reali che assumono sfumature mitologiche e divinità che calcano fin troppo materialmente le strade terrene.
Il suo interesse di studio per le civiltà afroamericane si riverbera sulla lussureggiante abbondanza di riferimenti, accostamenti, analogie, metafore, che arrichiscono il verso in un incedere solenne (a volte tendente a scadere nel retorico ed ampolloso), pur mantenendosi nel complesso nel solco della tradizione versificatoria modernista ispanica e sudamericana. In alcune delle poesie meglio riuscite, si riescono tuttavia a sentire genuinamente le pulsazioni di un mondo complesso e ribollente come quello di Cuba, l’isola sbandierata nel titolo del volume, amata con struggimento dagli esuli in Florida e vissuta ai margini da coloro che restano e resistono.

IX

Le donne bruciate dal sole,
spalle calde, fianchi larghi,
vendendo dolci di guayaba,
pizze fatte in casa, succhi di frutabomba

I cani in strada, abbandonati,
annusando i rifiuti,
bevendo dalle pozzanghere

I pensionati
facendo brillare i parabrezza
come prima,
affittando sogni per turisti ansiosi
davanti all’abbeveratoio
Come prima,
il crine setoso e brillante
dei Mitzubishi laccati,
come un tappeto magico sulla città

I ruffiani, le jineteras,
i giovani comunisti, i babalawos,
i bambini che hanno ancora i loro fazzoletti rossi al collo
e la terra, la terra, umida e carnosa
come prima,
che si nega all’usura,
che non entra nella subasta

Miguel Barnet

Miguel Barnet

POESIA DOMANI N. 111

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Questa settimana la maggior parte degli studenti italiani è tornata tra i banchi ed anche noi, diligenti, riprendiamo le nostre attività di Poesia Domani, recando nello zaino un testo di un’autrice nordirlandese molto conosciuta ed apprezzata fuori dall’Italia, Medbh Mcguckian, allieva del Premio Nobel Seamus Heaney, inafferrabile esploratrice dei meandri della sensibilità femminile e assorta ascoltatrice della voce della naturalità. Ecco una poesia tratta dalla prima raccolta di sue traduzioni pubblicata nel nostro Paese, dal titolo Passione per l’aria, uscito per la Trauben edizioni, che racconta la relazione contraddittoria e delicatamente appassionata con la procreazione e con le sensazioni collegate alla maternità:

ROSA SBOCCIATA

La luna è il mio secondo volto, il suo lungo ciclo
ancora rinchiuso sotto chiave. Sento la pioggia
come un vestito indossato, la stringo
come un libro al mio corpo.

La testa di lui è lì quando lavoro,
segna le mie lettere con un punto interrogativo;
le sue mani cercano d’afferrarmi come aria razionata.
Giorno dopo giorno lo lascio andare

finché divento una donna, o anche meno,
una casa non del tutto arredata
giunta da un altro secolo in cui
sono un’invitata alla mia infanzia.

Ho fatto crescere le parole internamente
in uno stato di non nascita,
una rosa sbocciata da tutti i lati
ha detto tutto quel che poteva.

Medbh McGukian

Medbh McGukian

AL PARI DI UN MOSAICO DI CHIMERE

cosa mi manca? lo spazio esterno: i viali, i negozi ormai sfitti, le rotonde in asfissiante successione, le siepi che traboccano dai recinti delle villette
non c’è una pietra reale intorno, che coincida con un intralcio in cui sia realmente inciampato
al pari di un mosaico di chimere incollate sul pavimento della mente, da cui molto raramente si possa staccare un dettaglio verosimile
ma questo labirinto insistente è qualcosa che deve avere un termine, e posso imporglielo solo sciogliendo la solitudine, scegliendo di avviarmi con sforzo ma convinto lungo il marciapiede che costeggia il meccanico, la sede degli amanti della sana alimentazione, gli uffici del delirio da stadio, le bandiere slabbrate di una scuola dalle mura graffiate di dubbi strutturali
poi rotolare giù tra le acacie ingrigite dalla siccità estiva, verso il parcheggio inondato di sabbia da pallavolo e finalmente raggiungere l’incrocio e sfociare nel rinato traffico del mattino

DEGUSTAZIONI N. 19

L’estate mi ha portato, come sempre, a letture di gialli, ma non proprio quelli da ombrellone, di rapido ed insoddisfacente consumo. Quest’anno mi sono gustato un capitolo succoso (più di 600 pagine) e succulento della vita e delle indagini del commissario Santamaria, “A che punto è la notte”, opera colossale ma di finissima tessitura, narrativa e stilistica, dei mai troppo rimpianti Carlo Fruttero e Franco Lucentini. L’ambientazione è sempre la stessa, la Torino degli anni Settanta, ribollente di stimoli di ogni tipo: politico, sociale, sportivo ed anche religioso; in cui la rivoluzione, l’anticonformismo e l’eresia sono parole d’ordine ormai comuni. In questo contesto opera un prete innovativo, energico, moderno ed inclusivo, come diremmo oggi, ma anche calcolatore ed ambizioso, don Alfonso Pezza, che, durante una liturgia singolare e che sembra attrarre l’attenzione di molte forze più o meno oscure, viene fatto saltare in aria in maniera spettacolare e molto simbolica. Non possiamo dire che da qui si dipani la storia, perché l’omicidio, che se ne trascina dietro altri due, avviene solo dopo duecento pagine, dopo che gli autori hanno allestito il palcoscenico su cui la tragedia andrà in scena, descrivendo con la maestria e la sorniona allusività che contraddistingue la premiata ditta Fruttero & Lucentini, ambienti e personaggi della varia fauna torinese, una carrellata di vizi, tic, pose e (presumibili) virtù che in diverso modo saranno coinvolti dai crimini che ruotano intorno ad una fantomatica nuova setta su cui il filosofico commissario Santamaria dovrà con testardo, e spesso sdegnato, acume riuscire a fare luce. Come anche nelle precedenti prove, questo romanzo travalica i canoni del giallo per imbastire una narrazione ricca, profonda, accattivante, spesso labirinticamente avvolgente, ma di piacevolissima lettura su diversi piani interpretativi, donandoci l’ennesima occasione di divertimento ma anche di analisi di quei molteplici volti della commedia umana che accomunava Torino a tutto il resto dell’Italia dell’epoca.

Fruttero & Lucentini - A che punto è la notte

Fruttero & Lucentini – A che punto è la notte