DOVE NULLA ODORA DI CERTEZZA

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nello scompiglio delle onde il cassero
si erge immobile come in un alternative rock
degli anni novanta, la rabbia nella voce
che sfonda le barriere di tolleranza, lo sguardo
che si àncora al vuoto
di fronte
dove nulla odora di certezza

Placebo

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MISTERO APERTO – TERZO APPUNTAMENTO

In questa terza serata, “Mistero Aperto” si trasferisce in collina, nell’affascinante centro di Montecosaro alto, nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale, per proporvi come al solito tanti interessanti spunti: due giovani e promettenti poeti, una marchigiana (Elisa Des Dorides) ed uno piemontese (Jacopo Mecca), un cantautore (Andrea Castiglioni) con il suo nuovo progetto musicale e, come al solito, letture, suggestioni, riflessioni, piacevoli curiosità per la vista, l’udito ed il palato che vi faranno vivere un’esperienza stimolante in un accogliente momento dedicato alla partecipazione.
Ingresso libero con green pass, prenotazione obbligatoria al 3495753241.

DURANTE LA RIUNIONE NEOIMMESSI

ci si è salvati in capriola come abili spie sfuggite dal freddo, abituati a vivere anche più di due volte, quella volta che schivammo i giorni di falce lanciati a stralciarci le intenzioni
successe durante quella notte spoglia in cui fissammo a lungo la luna: la sua luce piena si mosse e svuotò la volta scoprendo i fili ad allineare il nostro zodiaco
probabilmente la lama era smussata e lo strappo ai tendini sarebbe stato ancora più urlato, una fitta a morte che ci dovevamo evitare per avventurarci ancora giù per la rampa di slancio

Solo il penitente potrà passare

ALLO SCAVALCARE DEL GIORNO

era ancora una curva che indovina dove si aggrappa la nebbia, non un nodo fermo che nega tutte le pagine precedenti, obliando la storia che si è arrampicata fin qui
era tutto molto prima, allo scavalcare del giorno dietro quelle creste dove senti cristallizzati tanti di quei ricordi da non avere zaino capiente a sufficienza
era e da molto tempo non è, al limite ci si può arrestare da un lato della cordigliera e sporgersi sopra i villaggi gettati nel dirupo, cantare un rimpianto e sperare che arrivi

sotto al Vettore

SPOGLIATE ORMAI LE ROSE

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la percussione del pistone che sa di porpora profonda avvince la discesa sulla quale derapiamo tempi e fasi, risucchiandoci il vortice sempre più fitto di sterpi e gorghi di rovi, fin a dove si lacera quella melodia che ormai intendiamo perdersi, annebbiata la visuale dal manto cupamente oleato di queste epoche melmose, spogliate ormai le rose che illuminavano il nostro giardino non più verde né invidiato

TIENI LA SPOLA

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tra i tuoi telai resti calma, non temi né strappi né spasmi di tensione, poiché ne conosci ogni nodo, quello tenace e la falla che affonda l’ordito, quando per la fatica si è tentati a sfilarsi e restituirsi una sosta di respiro
tu tieni la spola e lanci di là dall’oscurità il rampino che ci tirerà ad affiorare e riprenderci la strada, la corretta velocità di crociera su questo tessuto accidentato che fatalmente si lascia divorare da queste tarme voraci che non potremo mai debellare