PER RINNOVO SCAFFALI

So bene che questo post stona con tutto il resto, ma ho deciso di rivolgermi ad un pubblico, come dire?, sensibile all’argomento, dopo diversi mesi di tentativi fatti tramite altri social, in cui questa offerta è risultata marginale ed inappetibile, ricordandomi che molto spesso la mia attività preferita non rappresenta che un momento periferico della vita degli altri, relegato ai pochi minuti prima di spegnere la luce ed abbandonarsi al sonno, anzi essa diventa un coadiuvante soporifero predisponendo l’animo al sogno.
Quindi, arrivando al sodo: visto che la metratura di casa non permette librerie sterminate come quelle borgesiane o echiane, preferisco ricollocare alcuni libri, da cui mi separo malvolentieri, ma che ormai stanno sullo scaffale da troppo tempo e che d’altronde hanno espresso spontaneamente la loro preoccupazione dell’ingombrare spazio utile per i nuovi arrivati, che ora aspettano in file traballanti su scrivania o addirittura pavimento.
Metto una foto di una minima selezione, ma ho diversi altri titoli, di cui manderò la lista completa se qualcuno si dimostrerà interessato. Chiedo soltanto un piccolo contributo di acquisto (molto più basso del prezzo di copertina) e le eventuali spese di spedizione (per chi si trova in zona Macerata, basta uno squillo e ci incontriamo per una consegna brevi manu, insieme ad un caffè e due chiacchiere).
Attendo un vostro messaggio in privato (mdp76@email.it) per i dettagli, e grazie se avrete cura dei miei amici libri.

DENTRO UNA CAMICIA CORALLO

quando ti ho visto dietro un soundcheck di flauti e contrabbasso, ti difendevi dentro una camicia corallo, la testa che finiva nell’argento dei capelli, sempre folti, ma la testa era più piccola, concentrata nelle azioni: decidevi se piegare la terza falange dell’indice, ruotavi il polso con cautela delicata, a testarne la salda connessione al braccio, per portare in posizione d’attracco le stecche metalliche degli occhiali
gli occhi ti si erano persi un attimo sul tavolo, a contare le pagine scritte che avevi con te, eri intento a ricalcolare quanta energia servisse a pinzare nelle mani quei ricordi
forse avrei preferito ricordarti impresso in quella sera ripana, noi quattro nel taglio ancora caldo del tramonto, che ci ridiamo negli occhi e brindiamo con quel rosso fiammeggiante che faceva pulsare le colline, rinsanguava la scalata del vivere: e quella notte goduta a intenderci su ruoli e traguardi e, una volta raggiunti i saluti, sbracciarci nel vuoto che ci allontana
e invece vederti a quel modo è stato lo strappo di una faglia, la caduta dal ramo del frutto che compie il suo progetto, dona i suoi semi a noi che vorremo coltivarli

EVERY LITTLE BIT HURTS

io ho un mio modulo di difesa, una strategia per tentare di frenare la mareggiata, quando i baluardi crollano come grissini e le paratie non resistono all’assalto delle angosce: allora erigo quella sottile e inossidabile barricata che mi abbraccia e mi tiene vivo accanto quel lume fermo e buono che da solo riesce a respingere l’asfissia della notte

POESIA DEL NOSTRO TEMPO – ROBERTO R. CORSI

A breve distanza dal precedente, Poesia Del Nostro Tempo pubblica una nuova recensione che ha per oggetto La perdita e il perdono, ottima prova editoriale del grande poeta e conoscitore di poesia Roberto R. Corsi: da leggere!

DEGUSTAZIONI N. 36

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Il continuo stato di dubbio, la relatività dei punti di vista, la precarietà del piccolo individuo di fronte ad un fantomatico potere che tutto pervade, il senso angosciato di controllo e la totale impossibilità di fiducia nel nostro prossimo più intimo, specialmente se si tratta di una moglie (visto il genere maschile di tutti i protagonisti). Questi i temi che ossessionano Philip K. Dick in questa selezione dei racconti che hanno avuto successo cinematografico, pubblicata qualche anno fa da Fanucci ed uscita nel 2011 nell’occasione della produzione del film I guardiani del destino, da cui prende il titolo (in originale The Adjustment Bureau). Insieme alla short story eponima, ritroviamo titoli che hanno fatto la fortuna della cinematografia statunitense come Total Recall e Minority Report, e a ragione, vista la qualità immediatamente riconoscibile, basata su una trama serrata, su un tono allucinatorio ed angosciato che mette il lettore in fuga infinita insieme ai protagonisti, braccati da un’ansia di chiarire la loro innocenza che sicuramente ha un aggancio nella biografia di Dick. Merita davvero la lettura, nonostante mi si parso di incontrare troppe incertezze di traduzione, probabilmente imputabili alla confezione affrettata in concomitanza con l’appuntamento al cinema. Giustificazione davvero discutibile, ma senza farci troppe domande godiamoci la bravura di uno dei più grandi narratori di fantascienza.

UN ANNO CON POESIA DEL NOSTRO TEMPO

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Da sempre ma di più di recente, descrivere poesie è un’attitudine, una ruspa personalissima per la pigrizia di non armeggiare con i propri bulloni e pinze, spremendo da manufatti altrui un olio che nutre ingranaggi inediti, compiendo quell’incastro prezioso che per qualcuno è recensione, per me avvitamento di due progetti che parlano le loro distinte istruzioni di vivere con inflessione accomunabile.
Per commemorare l’apertura del cantiere ma anche per esortarmi a proseguire, ecco quel che si è edificato:
Alessio Alessandrini, I congiurati del bosco
Jacopo Curi, L’immagine accanto
Antonio Bux, Terza persona interiore
Marco Tufano, Granito e bauxite
Annarita Zacchi, Utopie del corpo
Angelo Scipioni, De renuntiatione
Pasquale Pietro Del Giudice, Piste ulteriori per oggetti dirottati
E presto arriverà qualche altro mattone per costruire ponti di parole.

Poesia del nostro tempo